Il litorale Jonico dell’alto Salento, situato in Puglia, è particolarmente affascinante e ricco di biodiversità marina. Caratterizzata da un clima mediterraneo e da acque limpide, questa regione offre una varietà di habitat costieri e marini unici che supportano una vasta gamma di flora e fauna marino/costiera. In particolare, la fascia costiera di Pulsano è una delle meraviglie naturali di questa zona della Puglia jonica. Situata lungo il Mar Jonio, il suo litorale è caratterizzato da splendide spiagge di sabbia dorata, acque cristalline e una varietà di paesaggi mozzafiato che attraggono visitatori da tutto il mondo.
La linea di costa ha un andamento irregolare e frastagliato, facendo sì che il moto ondoso tenda a concentrare la sua energia sulle parti “sporgenti” (scogliere) e quindi ad eroderle, mentre lungo i tratti “rientranti” (baie) tenda a depositare i detriti, alimentando le spiagge. Pertanto, queste ultime in prevalenza attribuibili alla tipologia delle cosiddette pocket beach, cioè “trappole” sedimentarie prive di un diretto apporto terrigeno dall’entroterra ed alimentate esclusivamente da ciò che giunge via mare. Inoltre, l’assenza di fiumi lungo la litoranea che va da Taranto a Santa Maria di Leuca, fa sì che non vi sia apporto di fanghi e argille in mare, rendendo l’acqua trasparente e le spiagge formate essenzialmente da sabbia organogena. Questa sabbia è composta principalmente da materiale organico in decomposizione, come frammenti di organismi viventi e in particolar modo di conchiglie, crostacei, briozoi, alghe, piante e altri organismi marini appartenenti ai tanti Phyla presenti in mare.
Questo tipo di spiaggia può avere un aspetto unico e può essere particolarmente interessante per gli amanti della natura in quanto potranno divertirsi, magari con una piccola lente d’ingrandimento, a riconoscere le specie marine che danno vita a queste meravigliose minisculture naturali. La sabbia organogena è spesso molto morbida e può offrire una sensazione piacevole camminandoci sopra a piedi nudi. Inoltre, la sabbia organogena può essere un habitat importante per piccole creature marine che si nutrono di materia organica in decomposizione. Le spiagge formate da sabbia organogena sono un esempio affascinante di come la natura possa creare paesaggi unici e diversificati in tutto il mondo.
Moltissime sono le conchiglie che il mare porta sulla spiaggia, per la gioia dei bambini come dei collezionisti. Molte di queste presentano un foro perfettamente circolare abilmente sfruttato da bambini di ogni generazione per collezionare collane e braccialetti. Questo foro non è altro che la traccia lasciata da un predatore mollusco gasteropode che è riuscito a praticare il foro, utilizzando la lingua, dotata di particolari dentelli, e i succhi gastrici per cibarsi del proprietario. Sulla spiaggia è possibile anche vedere strane palle vegetali di colore marrone, la cui origine non è facilmente identificabile; tali palle, chiamate egagropili, non sono altro che aggregati di fibre di Posidonia oceanica compattate dal moto ondoso a riva.
Ma possono darci indicazioni di quali bellezze si nascondono sott’acqua nei pressi delle baie. Talvolta in una delle baie più belle e grandi, conosciuta come “Fatamorgana” o per i più nostalgici “Lido Silvana”, si possono ritrovare a riva delle lunghe foglie dal colore variabile dal verde/marroncino al marrone scuro. Sono proprio foglie di una pianta marina, e non di un’alga, che è importantissima per tutto l’ecosistema marino. Questa pianta è la Posidonia oceanica, fanerogama marina che vive completamente sott'acqua e produce fiori e semi. La Posidonia è comune nelle acque costiere di Pulsano, dove forma estese praterie sottomarine. Queste praterie sono considerate uno degli habitat più importanti e produttivi del Mediterraneo in quanto forniscono ossigeno e rifugio a numerose specie di organismi, contribuendo alla biodiversità marina, quali ad esempio donzelle, salpe, triglie di sabbia, ma ad una attenta osservazione, tra le sue foglie o tra i rizomi, si scoprono oltre alle ormai rare Pinna nobilis (nacchere), pesci ago, cavallucci marini, polpi, gamberetti e avannotti di tutte le specie che trovano riparo dai predatori nel fitto labirinto.
Sempre alla ricerca di cibo sulla sabbia troviamo molti crostacei, quali il piccolo e numeroso Paguro pugile, il Granchio melograno, il Granchio di strascico che ha particolarità di avere sull’ultimo paio di zampe delle grandi macchie nere: queste, quando il granchio è infossato, simulando dei grandi occhi, fanno credere ai predatori che il granchio sia molto più grande di quello che realmente sia. Altri predatori caratteristici degli ambienti sabbiosi sono gli Echinodermi con le grandi stelle del genere Astropecten (Astropecten bispinosum e Astropecten irregularis) e i vari ricci quali Echinocardium cordatum e Spatangus purpureus che hanno aculei brevi e fragili da sembrare una fragile peluria. Tra gli Echinodermi, sempre presenti sono le oloturie o Cetrioli di mare (Holothuria tubulosa), organismi detritivori tra i più importanti dei fondali, in quanto cibandosi delle particelle organiche presenti sui fondali, rimettono in circolo le sostanze nutritive. Possiedono inoltre grandi capacità rigenerative: sono infatti in grado di eviscerare, cioè espellere il lungo intestino, i polmoni acquiferi e l'unica gonade, per distrarre un eventuale predatore e facilitare la fuga, salvo poi rigenerare gli organi in breve tempo. Possono emettere dalla cloaca dei lunghi filamenti appiccicosi, a volte tossici, con funzione difensiva, detti tubi di Cuvier, con cui invischiano i predatori.
Tra i pesci più comuni troviamo i pesci piatti, come rombi (Botus podas) e sogliole (Solea vulgaris), che si sono adattati a questo ambiente attraverso un corpo drasticamente appiattito lateralmente, tanto da poggiarsi su un fianco e spostarsi con ondulazioni del corpo.
Spesso è facile osservare diverse tracine (Trachinus araneus, T. radiatus, T. draco), le mormore (Lithognathus mormyrus), alcuni ghiozzi e soprattutto le triglie (Mullus barbatus), che incessantemente scavano con i 2 barbigli tattili simili a baffi sul fondo alla ricerca di prede, spesso scortate da altri pesci che sperano di approfittare del loro lavoro.
I fondali sabbiosi delle baie di Pulsano, come abbiamo visto, presentano numerose comunità, nonostante l’apparente uniformità del substrato e l’assenza di quei microambienti che invece caratterizzano un substrato roccioso. Pertanto, ogni nuotata con la maschera sarà come partecipare ad una caccia al tesoro, dove il premio è godere delle meraviglie che il mare può offrire solo a chi ha voglia di scoprire.